Puntuale ad ogni drammatica casualità, la televisione Italiana si prodiga in lunghe dirette e “speciali” mirati ad analizzare ogni singola sfumatura di quanto appena accaduto. E così, da Rai 1 a La7, passando per Rete4, dal primo pomeriggio di oggi, 14 Agosto 2018, i canali delle generaliste stanno affrontando delle vere e proprie maratone incentrate sul catastrofico crollo del ponte Morandi a Genova. “Un ottimo servizio pubblico!” – verrebbe da dire in prima battuta… Se non fosse che, seppur nella sua tragica dinamica, il nocciolo della notizia potrebbe essere racchiuso in un semplice “Crolla ponte a Genova: 35 le vittime accertate ma il bilancio potrebbe crescere. Evaquata la zona. I soccorritori lavorano incessantemente per estrarre eventuali sopravvissuti.”.

Ecco, partendo da questo semplice presupposto, la domanda sorge spontanea: “Quella che sta andando in onda, può essere definita informazione … o è qualcosa di diverso? Che cosa aggiunge una diretta monster di dieci ore alla notizia in sé?”. La risposta, per quanto semplificativa ed aspra è citofonata: “Spettacolo”.

Mettendo da parte canali tematici come RaiNews24, TGCom e SkyTG24 che svolgono legittimamente e professionalmente il loro ruolo di servizio pubblico, quello che sta andando in onda sulle altre reti è un susseguirsi di zoomate sulle macerie del ponte, disperate testimonianze video catturate dai cellulari delle persone che si trovavano sul luogo del disastro, fastidioso incalzare di domande a chi coordina i soccorsi per carpire l’esatto numero dei dispersi e delle vittime al fine di aumentare il contatore in sovraimpressione, improbabili commenti da parte di persone che nulla c’entrano con l’accaduto e che non apportano nessun tipo di contributo se non, per l’appunto, alimentare la componente “spettacolo” di queste dirette.

E così abbiamo, ad esempio, Corrado Tedeschi che durante “La Vita in Diretta – Estate ” si lascia andare ad un “Eh, ormai non possiamo più viaggiare sicuri…” quasi a voler tirare la polemica politica all’interno della discussione; abbiamo la brunetta de “I Ricchi e Poveri” che telefona in diretta per farci sapere di esser passata sul ponte proprio poche ore prima; abbiamo l’inviato dello specialeStasera Italia” su Rete4  che chiede al cameramen di zoomare sul tergicristalli ancora in movimento del camion fermo a pochi metri dallo strapiombo; ed abbiamo anche Monsignor Bagnasco che interviene durante lo “Speciale TG1” per aggiungere quel tocco di interpretazione religiosa alla tragedia, perché no?

La triste realtà è che, chi è stato colpito direttamente dal disastro, in queste ore non ha sicuramente bisogno di seguire gli aggiornamenti attraverso la TV. Chi invece è un normale telespettatore in cerca di maggiori dettagli sulle dinamiche dell’incidente e sulle eventuali responsabilità, non ha necessità (o almeno, non dovrebbe) di sorbirsi le zoomate sulle macerie e l’odiosa passerella dei politici di turno che con tante belle parole promettono un roseo futuro e più attenzione per la città di Genova.

La vera informazione la stanno facendo le testate giornalistiche online, che, pur tenendo una finestra sempre aperta sullo sviluppo dei soccorsi, hanno iniziato a scandagliare in lungo e largo tutte le precedenti discussioni amministrative intorno al ponte Morandi con il fine di capire quanto la tragedia poteva essere evitata ed in che misura la negligenza umana ha influito su di essa. Anche gli utenti dei social stanno dimostrando di essere anni luce avanti rispetto alle generaliste, condividendo testimonianze dirette utili a comprendere le dinamiche dell’incidente e collaborando attivamente a portare alla luce tutte quelle discussioni pregresse inerenti la gestione del ponte (vedi il trend topic #favoletta , volutamente ignorato dagli speciali di Rai1, Canale4 e La7 andati in onda) e quelle segnalazioni in merito dei cittadini di Genova durante il corso degli scorsi mesi, se non anni.

Ma non preoccupiamoci: domani, finito l’effetto novità, tutto tornerà alla normalità: niente più dediche canore “a tema” su Techetechetè, torneranno le catene musicali nel pomeriggio di Rai1 e “Tempesta D’Amore” potrà di nuovo allungarsi fino alle 21. Lo “spettacolo” sarà solo un ricordo, mentre l’informazione, quella vera, continuerà il suo duro e dignitoso lavoro al servizio di chi veramente ha a cuore la verità su questa ennesima tragedia tutta italiana.

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