L’organizzazione del prossimo Eurovision Song Contest in Israele potrebbe essere a rischio. Le agenzie di stampa locali riportano infatti un acceso dibattito tra l’emittente televisiva KAN ed il governo israeliano di Netanyahu in merito al deposito di sicurezza del valore di €12.000.000 da versare all’EBU, l’ente internazionale che cura e gestisce gli aspetti mediatici dell’evento. Senza questo deposito, Israele sarebbe tagliato fuori dalla possibilità di organizzare la manifestazione canora e l’intero carrozzone passerebbe nelle mani di un’altra nazione.

La decisione finale sull’accordo tra KAN, governo israeliano ed EBU è attesa per le prossime ore… ma attenzione! Considerate le grandi tensioni che l’organizzazione dell’ Eurovision sta generando in Israele, non è escluso che anche qualora il deposito di sicurezza venisse versato, la preparazione dell’evento possa subire pesanti battute d’arresto nelle fasi successive a causa dei numerosi budget da approvare per garantire tutte le dovute misure di sicurezza per gli artisti in gara e per i fans che si recheranno sul posto. Contrariamente a quanto accade normalmente, a 9 mesi dall’Eurovision 2019 non si conosce ancora quale sarà la città ad ospitare la manifestazione.

Nel caso l’organizzazione salti, chi organizzerà dunque l’Eurovision? Il regolamento ufficiale non prevede regole specifiche e la scelta potrebbe essere fatta tra tutte le nazioni che si candideranno ad assumersi tale responsabilità. Tuttavia, è facile pensare che l’EBU possa garantire una certa priorità di scelta alle nazioni meglio posizionate in classifica durante l’edizione 2018, ed, in questo scenario, l’Italia non sarebbe poi messa così male.

Classificatasi al quinto posto (terza per il televoto mentre sotto al quindicesimo posto per le giurie) con il brano “Non mi avete fatto niente” di Ermal Meta e Fabrizio Moro, l’Italia si trova alle spalle solo di nazioni come Cipro (potenzialmente troppo piccolo e disorganizzato per pensare di organizzare la manifestazione da zero in solo otto mesi di tempo) e l’accoppiata Germania/Austria che già negli ultimi anni si sono trovate ad ospitare l’evento (rispettivamente 2011 e 2015) e quindi potenzialmente meno interessate a ripetere l’esperienza.

Dopo i numerosi ottimi piazzamenti riportati dall’Italia a partire dal suo ritorno nella competizione canora, potrebbe essere questa l’occasione d’oro per riportare l’Eurovision nel Bel Paese? In attesa di conoscere gli sviluppi della situazione, rivediamo insieme la Top5 dell’ulitma edizione.

1° POSTO – ISRAELE (Toy)

 

2° POSTO – CIPRO (Fuego)

 

3° POSTO – AUSTRIA (Nobody but you)

 

4° POSTO – GERMANIA (You let me walk alone)

 

5°POSTO – ITALIA (Non mi avete fatto niente)

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