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Nel marasma generale di inchieste ed approfondimenti portati a compimento da programmi come “Le Iene” e “Striscia la Notizia” c’è un grande assente: il Quiz.

Eccezion fatta per le feroci (ma legittime) accuse di brogli ai danni del fu “Affari Tuoi” condotto da Flavio Insinna (probabilmente corroborate dalla comprovata e reciproca antipatia personale di Antonio Ricci nei confronti del conduttore Rai), difficilmente ci si è soffermati ad analizzare le evidenti anomalie che, da qualche anno a questa parte, caratterizzano i quiz nostrani.

Il meccanismo è sempre lo stesso: la Produzione identifica il concorrente/team “eletto”, ne facilita in tutti i modi consentiti dal regolamento l’accesso al gioco finale e poi, secondo la serata, ne agevola la vittoria o la sconfitta durante l’ultima prova.

Gli esempi sono molteplici, documentati dai video rintracciabili negli archivi Rai e Mediaset e ben visibili agli occhi dei telespettatori più attenti a cadenza ormai quotidiana. Per chi non ci avesse mai fatto caso, ecco una carrellata di “espedienti” utilizzati in diversi quiz televisivi per facilitare la strada verso l’ultimo gioco al concorrente “prescelto”…

REAZIONE A CATENA

Iniziamo subito col gioco dell’estate che, oltre a rinfrescare la mente, inanella un susseguirsi di “squadre vincenti” capaci di mantenere il titolo per anche dieci o più puntate. Premesso il fatto che una certa sveltezza mentale e bravura sia requisito necessario per qualificarsi all’ultimo gioco e che in questa sede non si voglia neanche prendere in considerazione la possibilità che la Produzione suggerisca le risposte ad un team piuttosto che ad un altro, risulta quantomeno improbabile che una squadra riesca solamente con le proprie forze a sbaragliare la concorrenza per periodi di tempo così lunghi senza qualche forma di “aiuto”. Nello specifico, sono ben tre le “tecniche” adottate che destano sospetti:

  • Differenza di difficoltà (e di trattamento) durante l’ “Intesa finale”
  • Contrapposizione ad un team palesemente più debole
  • Differenza di difficoltà della “Catena finale” in base al team campione in carica

Chi segue la trasmssione sa che, per accedere alla “Catena finale“, bisogna vincere il gioco dell’ “Intesa vincente” indipendentemente dal montepremi accumulato durante le manches precedenti. Durante questa fase, due membri di un team devono descrivere un lemma predefinito dagli autori, scandendo una parola alla volta, mentre, il terzo concorrente, è chiamato ad indovinarla per totalizzare un punto. Allo scadere del tempo, il team con il punteggio maggiore, accede di diritto al gioco finale.

Un meccanismo sicuramente avvincente… se non fosse che le parole da indovinare sono differenti per ogni team, lasciando sovente la sensazione che una squadra ottenga un set di vocaboli decisamente più abbordabile dell’altra.

Vedere per credere!

>> PUNTATA DEL 24 LUGLIO 2018 <<

(Dal minuto ’37)

In questa puntata, i campioni in carica “Fuori Tempo” vengono battuti dalle sfidanti “Cha Cha Cha” con un sonoro 10 a 7. Notato niente di strano? Mentre ai campioni viene chiesto di descrivere parole come “Zuzzerellone” e “Renato Pozzetto”, alle sfidanti vengono proposti lemmi come “Grande”, “Junior”, “Festivo”, “Consonante” e “Gruppo”, tutti dotati, vocabolario alla mano, di un contrario ed indovinabili con solo tre parole indizio (Es. “Cosa non piccolo?”, “Cosa non senior?”, “Cosa non feriale?” etc.). A queste si aggiunge la parola “Dodici”, facilmente indovinabile con “Cosa segue undici”. Insomma, sei punti teoricamente “regalati” alle sfidanti con i campioni che si devono accontentare solo di un misero “Poppa” di consolazione.

Automaticamente, risulta palese che, qualora non si voglia ricorrere a questi espedienti durante ogni puntata, basterà ingaggiare una squadra sfidante con capacità di gioco nettamente inferiore al team campione da “tutelare”. Non ci si deve infatti dimenticare che le redazioni dei quiz conoscono perfettamente il livello di preparazione dei concorrenti grazie ai vari provini svolti e, nel caso di “Reazione a Catena”, risulterebbe abbastanza semplice individuare un gruppo di squadre “brillanti quanto basta” per riempire la prima parte della trasmissione, ma scarse (e quindi sacrificabili) all’ “Intesa vincente”.

Che dire poi della “Catena finale“, l’ultimo gioco finalizzato alla vincita del montepremi accumulato, la cui difficoltà media varia arbitrariamente non solo da serata, a serata … ma anche da campione, a campione.

Abbiamo così serate durante le quali bisognerebbe trovare la connessione tra “Jackson” e “Fiume” …

Ed altre dove la successione di parole è Tiziano > Ferro > Calamita > Frigorifero > Serpentina > Slalom > Gigante > Passi > Quattro > Diavolo > Avvocato > Legale > Numero.

 

L’EREDITA’

Un altro quiz soggetto a simili sospetti è sicuramente l’access invernale di Rai1, condotto negli anni da Amadeus, Carlo Conti, Fabrizio Frizzi e, salvo sorprese dell’ultima ora, destinato presto a passare nelle mani di Flavio Insinna.

Alzi la mano chi, insospettito dall’eccessivo entusiasmo del conduttore di turno nel presentarlo ed interpellarlo durante la puntata, ha pensato almeno una volta “Questo qui sarà il nuovo campione!” … e molto spesso andrà a finire proprio così.

Coincidenze? Non proprio, visto che anche nel caso dell’ Eredità sono almeno due gli espedienti utilizzabili per favorire l’accesso di un determinato concorrente alla “Ghigliottina” finale:

  • Palese dislivello di difficoltà durante la “Sfida diretta” ad eliminazione tra una manche e l’altra.
  • Palese dislivello di difficoltà durante i “Calci di rigore” che precedono la “Ghigliottina”

Nel quiz de “L’ Eredità”, alla fine di ogni manche il primo concorrente a commettere un “doppio errore” è chiamato a sfidare un altro concorrente al fine di decretare chi dei due dovrà abbandonare il gioco. La sfida consiste nell’indovinare una parola sulla base di una definizione fornita dal conduttore. Con il passare dei secondi, la parola si andrà lentamente a comporre sullo schermo del concorrente per aiutarlo nella risposta. Esattamente come per “Reazione a Catena”, le parole da indovinare sono differenti da un concorrente all’altro e… sapete già dove stiamo andando a parare.

Quasi ogni sfida infatti, vede da una parte un concorrente venir bombardato di definizioni del calibro di “L’elemento chimico dominante su Proxima Centauri” o “Antico Re atzeco autore del codice di Muraltzacarcoal” e, dall’altra, il suo avversario chiamato a rispondere su “Il colore dei pomodori” o “Liquido bianco prodotto dalle mucche”.

Grazie a questo sistema, il concorrente “prescelto” potrà tranquillamente superare tutte le sfide eventuali ed arrivare al penultimo gioco, quello dei “Calci di rigore” e giocarsi l’accesso in finale.

Lo stesso identico meccanismo viene ovviamente applicato proprio durante i “Calci di rigore”, dove, praticamente ogni sera, un concorrente risulta palesemente favorito rispetto all’altro in termini di difficoltà delle domande proposte.

Gli esempi di quanto appena detto sono davvero tanti. Troppi. Se avete un’ora di tempo libero, provate a guardare la puntata del 3 Marzo 2018, dove, nonostante le sue lacune, il campioncino designato Andrea riesce miracolosamente ad approdare alla “Ghigliottina”, conservando poi il titolo di campione per alcune settimane.

>> PUNTATA DEL 3 MARZO 2018 <<

Al minuto ’16, Andrea sfida il “povero” Nazareno che, pur sforzandosi di rispondere a domande come “Cintura dei pirati – FUSCIACCA” , “Vecchio gioco di carte – ZECCHINETTA” e “Samurai amico di Lupin III – GOEMON”, finisce con consumare tutto il suo tempo e ad essere eliminato.

Stessa sorte tocca, manco a dirlo, alla signora Daniela al minuto ’23. La sua eliminazione passa attraverso parole da indovinare del calibro di “Sparviero”, “Nonsenso”, “Solfatara” e “Millanteria”.

Al minuto ’49 Andrea arriva ai “Calci di rigore” sfidando Francesco che viene castigato con le domande dirette “In quale città si trova l’altare di Pergamo? – BERLINO” e “Quale razza canina romagnola è specializzata nella ricerca del tartufo? – LAGOTTO”. Andrea riesce comunque a sbagliare analogamente due risposte (una delle quali, alla domanda “Quale parte del corpo ha eccessivamente sviluppata Cyrano?” ed i due proseguono ad oltranza fino al fatale errore di Francesco sugli aggettivi possessivi. Andrea si aggiudica dunque la vittoria rispondendo al “complicatissimo” quesito, “Quale orso dei cartoni aveva come amico Bubu?“.

Bisogna davvero aggiungere altro?

 

CADUTA LIBERA

Chiude il cerchio il preserale di Canale 5 “Caduta Libera” , dove, al fine di accedere al gioco finale, il campione in carica deve sconfiggere dieci avversari a colpi di risposte corrette basate sulle definizioni fornite dal conduttore Gerry Scotti in un tempo limite di trenta secondi.

Il campione, a differenza degli sfidanti, possiede anche un aiuto insito dal regolamento: tre “passo” da utilizzare qualora non riesca a trovare la parola richiesta. Esauriti i “passo”, il campione viene eliminato e rimpiazzato dallo sfidante artefice della sua sconfitta.

Ad un occhio attento però, risulta palese che oltre agli aiuti legittimati dal regolamento, il campione di turno può sovente beneficiare di ulteriori agevolazioni sospette:

  • Dislivello di difficoltà nelle parole da indovinare rispetto agli sfidanti.
  • Livello medio degli sfidanti deliberatamente scadente.

Proprio come per le “Sfide dirette” dell’ Eredità (le quali meccaniche costituiscono sostanzialmente l’intero fulcro del gioco di “Caduta Libera”), è possibile riscontrare una netta disparità tra il livello di difficoltà delle domande poste agli sfidanti rispetto quelle poste al campione. Lo schema è quasi sempre lo stesso: si inizia con due o tre definizioni semplici per ambo i concorrenti e poi si procede con il castigare lo sfidante con qualcosa di impossibile da indovinare in trenta secondi.

In aggiunta, la maggior parte degli sfidanti trova grandi difficoltà ad indovinare anche le parole più semplici, segno di una consapevole “scelta autorale” di schierare personaggi “sacrificabili” a tutela del campione in carica.

Tutto cambia però quando il campione, normalmente dopo una decina di puntate, inizia a risultare “noioso” al pubblico a casa: in questo caso, la difficoltà delle domande rivoltegli diventa improvvisamente elevata e, nel mazzo degli sfidanti (i quali, da regolamento, possono tornare in gara per più sere consecutive), compare miracolosamente un luminare di turno in grado di rubargli lo scettro.

Anche qui, seppur basti guardare una qualsiasi puntata per notare le dinamiche descritte, possiamo prendere ad esempio la puntata del 7 Luglio 2017.

>> PUNTATA DEL 7 LUGLIO 2017 <<

In questo caso, a causa del forfait improvviso del campione precedente, la Produzione è costretta a sorteggiare casualmente un nuovo campione. La fortuna bacia la signora Erica, che, dopo aver agevolmente vinto una serie di sfide, si imbatte nel giovane Nicolò (minuto ’31). Risultato? Dopo decine di risposte corrette nelle manches precedenti, Erica viene improvvisamente colta da “ignoranza fulminante” e rispedita a casa nel giro di tre domande… del resto come si fa a non sapere “Suprema di Cassazione”, “Edmonton” e “Numero Unico Europeo”?

 

DI TUTTA L’ERBA UN FASCIO?

Ovviamente no. Ci sono, ancora oggi, quiz che conservano un approccio equo e cristallino alle dinamiche di gioco, portando l’attenzione alla difficoltà insita del format stesso. Programmi come “The Wall” ed “Avanti un altro“, dove la componente random gioca una parte importante, garantiscono pari opportunità di vincita ai concorrenti. C’è poi tutto il filone de “I soliti ignoti” e “Guess my age” che non permettono grandi manipolazioni, mettendo così i partecipanti di fronte alle loro reali capacità di decifrare indizi e sensazioni.

Eppure basterebbe davvero poco per ritornare a quel sano “rigore” agonistico di “Chi vuol essere milonario?”, “La ruota della fortuna” o perfino “Ok, il prezzo è giusto” dove le capacità dei concorrenti emergevano per quello che erano realmente.

Reazione a catena“? – basterebbe porre le stesse domande alle due squadre durante l’ “Intesa vincente”.

L’Eredità“? – perché non sostituire la “Sfida Diretta” ed i “Calci di rigore” con un più classico “pulsantone” dove chi conosce la risposta si prenota per primo ed elimina lo sfidante?

Caduta Libera“? – Prenotazione per la risposta piuttosto che meccanismo a “ping pong”. Se il campione ne indovina tre elimina lo sfidante, se lo sfidante ne indovina cinque elimina il campione. E così via.

In conclusione, è palese (e per certi tratti televisivamente comprensibile) che le Produzioni di taluni quiz preferiscano un concorrente rispetto ad un altro in base alla presenza scenica e alla capacità di creare empatia con il pubblico, ma, allo stesso tempo, è altrettanto palese che queste forme di favoritismi, esercitate sì nei limiti del regolamento ma con “criteri” oscuri al pubblico da casa, risultino profondamente ingiusti per i concorrenti “sacrificabili” che si trovano costretti a combattere una battaglia destinata ad essere persa fin dall’inizio.

La domanda finale dunque non può essere che una: come vengono scelte le domande poste ai concorrenti nei momenti “strategici” di un quiz che portano all’eliminazione? Quanto c’è di randomizzato e quanto di “senziente” in quei determinati momenti?

Da ex concorrente di quiz e “riserva” di un altro, chi vi scrive una risposta ben precisa se l’è data.

 

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